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2 + 2 scopa

Questa mattina Marco, mio marito, è uscito prima del solito. Cascasse il mondo deve andare a correre per tenersi in forma, anche qui in vacanza, anche se potrebbe restarsene a letto con me e fare ben altra attività fisica. A dire il vero negli ultimi due anni i nostri rapporti sessuali sono diminuiti sempre di più.

L’abitudine, la stanchezza per il lavoro e magari qualche interesse extraconiugale ci hanno distratti dalle nostre evoluzioni a letto che sono sempre state notevoli. Anche questa storia della corsa non mi convince, mi fa pensare che in realtà si prepari per un’altra o che magari di solito vada a correre con un’amica.

Lui ha un bel fisico e quando è sudato e sotto sforzo diventa irresistibile, io amo il corpo degli uomini quando sono affaticati, per questo mi sono iscritta in palestra. Né io né mio marito siamo mai stati veramente gelosi, ci siamo lasciati reciproca libertà senza bisogno di prendere accordi, semplicemente non chiediamo dove l’altro vada e se proprio lo si fa si finge poi di credere a qualsiasi scusa ci si dica, anche la peggiore. Così abbiamo vissuto diverse avventure lungo questi anni.

Io, dopo un primo periodo assolutamente platonico, ho lasciato le redini per farmi trasportare dove capitava. Ho anche dovuto cambiare palestra per questa scelta di vita, infatti la proprietaria della struttura non ha gradito vedere il suo ragazzo che mi scopava negli spogliatoi. A questo punto non mi resta che andare in spiaggia e sperare di incontrare Gianni, il simpatico nonché superdotato vicino di ombrellone da cui sono riuscita ad ottenere solo 5 minuti di piacere. Anche in questo caso è sua moglie a non gradire la mia vicinanza. Nemmeno lei avrebbe diritto di parola in quanto l’ho vista mentre flirtava con mezza spiaggia, però nel gioco dei ruoli coniugali va bene anche tenere certe posizioni.

Quell’immagine composta dai suoi muscoli e dal costume scelto in modo che si vedessero il più possibile le sue misure gli dà un tono un po’ da coatto e un po’ da uomo alpha. In effetti io gli ho fatto appena capire che forse ero interessato a lui, eppure dopo due ore mi sono ritrovata nella cabina col suo splendido arnese tra le gambe. È difficile trovare uomini che vogliano e sappiano prendere al volo queste occasioni e di certo non voglio perdere la possibilità di avere altri assaggi della sua irruenza.

Il bikini bianco che ho comprato non lascia nulla all’immaginazione, soprattutto una volta uscita dall’acqua. La depilazione completa finisce l’opera, lasciandomi praticamente nuda sulla sdraio. Questa volta c’è solo lui, si avvicina mentre mi asciugo sulla sdraio e subito mi dice che la moglie è andata a visitare un museo in città con altri vacanzieri. Alzo gli occhiali da sole, lo guardo per un secondo e mi sento dire che è l’occasione giusta per approfondire il discorso di ieri.

Potrei fare un po’ di resistenza, fingere di non essere quel tipo di donna, spiegare che ieri è stato solo un incidente di percorso e invece mi ritrovo già a camminare verso l’albergo, con la borsa in mano e con lui che mi prende sotto braccio. Nemmeno adesso che ha appoggiato una mano sul culo ho voglia di fermarlo, sono già proiettata alla scopata. Siamo in corridoio e già sta provando a scoparmi, così è troppo. Lo porto in camera mia che è lì a dieci metri e appena dentro restiamo bloccati e in silenzio assoluto.

La sua erezione resta immutata, perfetta, così come io continuo ad essere bagnatissima. Eppure stiamo guardando mio marito che monta la moglie del mio amante che sarà anche interessata alla cultura museale ma in questo caso mi sembra presa più dalla scoperta dell’anatomia. Neanche hanno notato la nostra presenza, lei alla pecorina che gli chiede di continuare e lui che continua a scoparla come un ossesso, come non fa più da anni con me. Bisogna fare qualcosa, restare così è pericoloso anche perché la porta è aperta.

Così mi inginocchio davanti al mio amante cornuto e inizio a fargli un pompino. Adesso posso chiudere la porta e sì, adesso ci notano e quello che vedono li lascia nello stesso identico stato marmoreo che ci aveva colpiti pochi secondi fa. Lei prova a dire qualcosa ma non le escono le parole dalla bocca, mio marito invece mi guarda eccitatissimo e riprende a scopare la donna di cultura.

Ci avviciniamo al letto, mi spoglio completamente e mi sdraio mettendo la faccia proprio sotto alla nuova amante di mio marito. Non faccio in tempo a farmi un’idea precisa del suo viso che già mi sento scopata con forza e non ho voglia di pensare ad altro che a quell’enorme uccello che mi sta aprendo. Sento arrivare mio marito e vedo lei coricarsi esausta sul letto mentre guarda il suo uomo impegnato tra le mie gambe. Il mio istinto competitivo non può lasciare che io sia trattata allo stesso modo di lei, voglio di più. Allora sfilò l’uccello e lo punto sul mio culo.

Non ho bisogno di dire qualcosa, lui inizia ad affondarci dentro. Guardo lei, è di nuovo a bocca aperta, evidentemente non crede ai suoi occhi, così ho vinto di nuovo. Almeno così è fino a quando mio marito non decide di trattarla allo stesso modo mettendola in ginocchio e iniziando a penetrarla da dietro. A questo punto tocca a lei guardarmi con soddisfazione. Dovrei arrabbiarmi, dovrei alzare la posta e invece mi scappa un sorriso di complicità che apre la strada ad un’amicizia di coppia che lascerà il segno nelle nostre vite.

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